Etp
Gli ETP (Exchange Traded Products) sono strumenti finanziari quotati in borsa che replicano passivamente la performance di un indice, una materia prima, una valuta o un paniere di asset sottostanti. Appartengono a questa famiglia gli ETF, gli ETC e gli ETN.
Cosa Sono gli Exchange Traded Products
Gli exchange traded products rappresentano una rivoluzione nel mondo degli investimenti. Infatti, questi strumenti permettono anche ai piccoli risparmiatori di accedere a mercati diversificati con costi contenuti e massima trasparenza. A differenza dei fondi tradizionali a gestione attiva, gli strumenti di questa categoria seguono una gestione passiva, replicando fedelmente l’andamento di un benchmark senza l’intervento di un gestore.
Pertanto, investire in questi prodotti significa negoziare come se fossero normali azioni durante l’orario di borsa. Inoltre, offrono accesso a centinaia o migliaia di titoli con un’unica operazione, garantendo così una diversificazione immediata del portafoglio. In particolare, il mercato italiano ETFplus di Borsa Italiana rappresenta il principale punto di riferimento per la negoziazione di questi strumenti.
Le Tre Tipologie di ETP
ETF (Exchange Traded Funds)
Gli ETF sono fondi comuni a commissioni ridotte che replicano indici azionari, obbligazionari o misti. Sono regolamentati dalla direttiva europea UCITS, che impone rigorosi limiti di diversificazione per tutelare gli investitori. Di conseguenza, non possono concentrarsi su singoli asset ma devono mantenere un portafoglio bilanciato.
ETC (Exchange Traded Commodities)
Gli ETC permettono di investire in materie prime singole (oro, petrolio, gas naturale) o in panieri diversificati. A differenza degli strumenti precedenti, non sono soggetti ai limiti UCITS e possono quindi concentrarsi su una sola commodity. Tuttavia, essendo titoli di debito, comportano il rischio di credito dell’emittente.
ETN (Exchange Traded Notes)
Gli ETN sono titoli di debito emessi da banche che replicano indici azionari, valutari, strategie a leva o altri benchmark non accessibili tramite gli strumenti precedenti. Allo stesso modo degli strumenti su materie prime, presentano rischio di credito dell’emittente, compensato spesso da garanzie collaterali.
Supponiamo che Mario voglia investire 10.000€ in modo diversificato.
Opzione A – Acquisto diretto: dovrebbe comprare decine di singoli titoli, pagando commissioni su ogni operazione e gestendo un portafoglio complesso.
Opzione B – Exchange Traded Products: può acquistare un ETF sull’indice MSCI World per 10.000€, ottenendo esposizione a oltre 1.500 aziende globali con una sola operazione e commissioni di gestione annue dello 0,20% (circa 20€/anno).
In aggiunta, Mario può integrare con un ETC sull’oro per 2.000€ come protezione nei momenti di volatilità, costruendo così un portafoglio bilanciato con soli due strumenti.
Come Funzionano gli ETP
Il meccanismo di funzionamento prevede due mercati distinti. Nel mercato primario, accessibile solo agli intermediari autorizzati, avviene la creazione e il rimborso delle quote sulla base del valore ufficiale giornaliero. Successivamente, nel mercato secondario (la borsa), tutti gli investitori possono negoziare liberamente durante l’orario di contrattazione.
La presenza di operatori specialisti garantisce liquidità continua ed evita che il prezzo si discosti significativamente dal valore reale del sottostante. Pertanto, quando acquisti uno strumento di questa categoria, stai comprando una quota di un portafoglio che replica esattamente la composizione dell’indice o dell’asset di riferimento.
Replica Fisica vs Replica Sintetica
Replica Fisica
In questo caso, il fondo acquista effettivamente tutti i titoli che compongono l’indice nelle stesse proporzioni. Quindi, se l’indice contiene il 5% di azioni Apple, il fondo terrà esattamente il 5% di Apple nel portafoglio. Questo metodo offre massima trasparenza ma può risultare costoso per indici molto ampi.
Replica Sintetica
Al contrario, qui il fondo non detiene i titoli sottostanti ma utilizza contratti derivati (swap) con una controparte che si impegna a fornire il rendimento dell’indice. Questa metodologia è più efficiente per indici complessi o mercati esotici, tuttavia comporta un rischio di controparte aggiuntivo.
In Italia, tutti gli strumenti di questa categoria quotati su Borsa Italiana sono autorizzati da Banca d’Italia e CONSOB. Il mercato ETFplus è regolamentato secondo la direttiva MiFID, garantendo trasparenza, correttezza nelle negoziazioni ed efficiente esecuzione degli ordini. Inoltre, la presenza di market maker assicura liquidità costante durante tutta la sessione di borsa.
Vantaggi degli Exchange Traded Products
- Costi ridotti: commissioni di gestione dello 0,10-0,30% annuo contro il 2-4% dei fondi tradizionali
- Accessibilità: negoziabili come normali azioni tramite qualsiasi intermediario
- Trasparenza: composizione del portafoglio pubblicamente disponibile e aggiornata quotidianamente
- Diversificazione immediata: anche con piccole somme si accede a centinaia di titoli
- Liquidità: possibilità di comprare e vendere in qualsiasi momento durante l’orario di borsa
- Flessibilità fiscale: per ETC e ETN, possibilità di compensare perdite pregresse sui capital gain
Nonostante i vantaggi, gli exchange traded products comportano rischi specifici. Innanzitutto, seguono la volatilità del mercato sottostante, quindi possono perdere valore rapidamente. Inoltre, gli ETC e gli ETN, essendo titoli di debito, espongono al rischio di credito dell’emittente: in caso di fallimento, si rischia di perdere l’intero capitale. Infine, può verificarsi un tracking error, ovvero uno scostamento tra la performance dello strumento e quella del sottostante. Per approfondire i rischi, consulta le guide CONSOB sugli investimenti.
Quando Utilizzare gli ETP
Questi strumenti si adattano a diverse strategie di investimento. In primo luogo, sono ideali per costruire un portafoglio core di lungo periodo, utilizzando strumenti a basso costo su indici azionari globali. Successivamente, possono servire per investimenti tattici, entrando rapidamente in settori specifici o aree geografiche. Inoltre, offrono opportunità di copertura, proteggendo il portafoglio tramite posizioni in oro, obbligazioni o valute.
Infine, rappresentano una soluzione eccellente per piani di accumulo (PAC), permettendo versamenti periodici anche di piccoli importi per costruire gradualmente un patrimonio diversificato. Secondo Banca d’Italia, la pianificazione regolare degli investimenti riduce l’impatto della volatilità di mercato.
Differenze con i Fondi Comuni Tradizionali
I fondi comuni a gestione attiva cercano di battere il mercato attraverso scelte discrezionali del gestore. Al contrario, gli exchange traded products si limitano a replicare un benchmark, eliminando così i costi elevati della gestione attiva. Di conseguenza, mentre un fondo comune calcola il valore quota una sola volta al giorno (a mercati chiusi), gli strumenti quotati hanno un prezzo che varia continuamente durante la sessione di borsa.
Inoltre, i fondi tradizionali spesso applicano commissioni di ingresso (fino al 5%), di uscita e di performance. Per contro, con gli strumenti passivi paghi solo le commissioni di negoziazione del tuo broker e le basse commissioni di gestione annuali. Studi dimostrano che nel lungo periodo il 70-80% dei fondi attivi non riesce a battere i rispettivi indici di riferimento.
Fiscalità degli ETP in Italia
Dal punto di vista fiscale, questi strumenti sono assimilati agli altri prodotti finanziari. Pertanto, i capital gain (plusvalenze) sono tassati al 26% con il regime del risparmio amministrato o dichiarativo. Tuttavia, gli ETC e gli ETN offrono un vantaggio importante: permettono di compensare le minusvalenze realizzate su altri strumenti finanziari nei quattro anni precedenti.
In aggiunta, alcuni strumenti su titoli di Stato europei godono di un’aliquota ridotta al 12,50%. I dividendi distribuiti dagli strumenti a distribuzione sono anch’essi tassati al 26%, mentre quelli ad accumulazione reinvestono automaticamente i proventi nel fondo stesso.