Etc
Gli ETC (Exchange Traded Commodities) sono strumenti finanziari negoziati in borsa che permettono di investire in materie prime singole o in panieri di commodity. A differenza degli ETF, consentono l’esposizione diretta a una specifica materia prima.
Cosa Sono gli ETC?
Gli Exchange Traded Commodities rappresentano una categoria di strumenti derivati emessi da società veicolo (Special Purpose Vehicle, SPV) che consentono agli investitori di accedere al mercato delle materie prime in modo semplice ed efficiente. Pertanto, questi prodotti replicano passivamente la performance di commodity singole come oro, petrolio, gas naturale, grano o argento, oppure di indici di materie prime.
Negoziati su Borsa Italiana nel segmento ETFplus, gli ETC offrono un accesso diretto al mercato delle commodities senza dover gestire fisicamente le materie prime. Inoltre, permettono di diversificare il portafoglio con asset che tradizionalmente presentano bassa correlazione con azioni e obbligazioni.
Come Funzionano gli ETC
Il funzionamento degli ETC dipende dal tipo di replica utilizzato dall’emittente. Di conseguenza, esistono due modalità principali attraverso cui questi strumenti replicano il valore della materia prima sottostante.
ETC Physically-Backed (Fisici)
In questo caso, l’emittente acquista e deposita fisicamente la materia prima presso caveau di banche depositarie autorizzate. Il valore dell’ETC è quindi strettamente legato al prezzo spot della commodity. Tuttavia, questa modalità viene utilizzata principalmente per metalli preziosi come oro, argento, platino e palladio, che hanno alto valore intrinseco e non si deperiscono.
ETC Sintetici (a Replica Derivativa)
Gli ETC sintetici investono in contratti derivati, tipicamente futures, sulla materia prima. Questa modalità viene adottata per commodity difficili da stoccare o deperibili, come petrolio, gas naturale e prodotti agricoli. In altre parole, l’investitore ottiene un’esposizione simile a una posizione lunga in futures senza leva finanziaria.
Supponiamo che Marco voglia investire 5.000€ in oro senza acquistare lingotti fisici. Acquista quote di un ETC physically-backed sull’oro quotato a 50€ per quota, ottenendo 100 quote.
Se il prezzo dell’oro sale del 10%, anche il valore dell’ETC aumenta proporzionalmente:
• Valore iniziale: 5.000€
• Valore dopo l’aumento: 5.500€
• Guadagno: 500€ (al lordo delle commissioni)
Marco beneficia dell’aumento del prezzo dell’oro senza dover gestire custodia, assicurazione o sicurezza fisica del metallo.
Differenze tra ETC e ETF
Benché simili nella negoziazione, gli ETC presentano differenze sostanziali rispetto agli ETF. Innanzitutto, gli ETC sono titoli di debito emessi da società veicolo, mentre gli ETF sono fondi comuni d’investimento. Di conseguenza, gli ETC non rientrano nella categoria degli OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio).
Inoltre, gli ETC permettono l’esposizione a una singola materia prima, possibilità preclusa agli ETF che devono rispettare vincoli di diversificazione imposti dalla normativa UCITS. Tuttavia, entrambi gli strumenti si negoziano in borsa come azioni e seguono una gestione passiva.
Gli ETC non distribuiscono dividendi e hanno durata illimitata (nessuna scadenza). Le commissioni di gestione sono contenute e non prevedono costi di entrata, uscita o performance. Tuttavia, vanno considerate le normali commissioni di negoziazione applicate dal proprio intermediario. Per approfondire le caratteristiche tecniche, consulta la CONSOB che vigila su questi strumenti.
Il Rolling e l’Effetto Contango
Per gli ETC sintetici basati su futures, un aspetto cruciale è il processo di rolling. Poiché i contratti futures hanno scadenza mensile, l’emittente deve periodicamente vendere il contratto in scadenza e acquistare quello della scadenza successiva.
Quando i futures con scadenza più lontana costano di più di quelli in scadenza, si parla di contango. In questa situazione, il rolling genera una perdita perché si vende a un prezzo inferiore rispetto al nuovo acquisto. Al contrario, nella situazione di backwardation (meno frequente), i futures lontani costano meno e il rolling genera profitti.
Pertanto, il rendimento totale di un ETC sintetico dipende da tre componenti: il rendimento spot della materia prima, il rendimento del collaterale e il rendimento da rolling. Quest’ultimo può essere positivo o negativo a seconda delle condizioni di mercato.
Un ETC sul petrolio detiene futures con scadenza marzo a 80€/barile. Avvicinandosi la scadenza, l’emittente deve effettuare il rolling:
Scenario Contango:
• Vende future marzo: 80€
• Acquista future aprile: 82€
• Perdita da rolling: -2€ per contratto
Scenario Backwardation:
• Vende future marzo: 80€
• Acquista future aprile: 78€
• Profitto da rolling: +2€ per contratto
Nel primo caso, anche con il prezzo spot stabile, l’ETC subisce una perdita da rolling che riduce il rendimento complessivo.
Tipologie di Materie Prime Disponibili
Gli ETC coprono un’ampia gamma di commodity, offrendo opportunità d’investimento diversificate:
- Metalli preziosi: oro, argento, platino, palladio (principalmente physically-backed)
- Metalli industriali: rame, alluminio, zinco, nichel, piombo
- Energia: petrolio Brent, petrolio WTI, gas naturale, benzina
- Prodotti agricoli: grano, mais, soia, caffè, zucchero, cotone, cacao
- Bestiame: suini, bovini vivi
Inoltre, esistono ETC su indici di materie prime che replicano panieri diversificati di commodity appartenenti a settori omogenei, permettendo una maggiore diversificazione con un unico strumento.
Vantaggi degli ETC
Investire attraverso gli Exchange Traded Commodities offre numerosi benefici rispetto all’acquisto diretto delle materie prime:
- Accessibilità: taglio minimo d’investimento ridotto, negoziazione semplice come un’azione
- Costi contenuti: assenza di commissioni di entrata, uscita e performance, TER generalmente inferiore all’1%
- Eliminazione dei costi di gestione fisica: nessun onere per stoccaggio, custodia, assicurazione o trasporto
- Liquidità: possibilità di comprare e vendere in tempo reale durante le ore di negoziazione
- Trasparenza: prezzi costantemente aggiornati e disponibili pubblicamente
- Diversificazione del portafoglio: bassa correlazione con asset tradizionali
Gli ETC presentano un rischio emittente: essendo titoli di debito e non fondi comuni, in caso di insolvenza dell’emittente l’investitore è esposto a potenziali perdite, benché mitigate dal collaterale. Inoltre, comportano rischio valutario se la commodity è quotata in dollari, volatilità dei prezzi delle materie prime, e per gli ETC sintetici il rischio di contango che può erodere i rendimenti. La Banca d’Italia consiglia di valutare attentamente questi rischi prima dell’investimento. Gli ETC sintetici sono generalmente sconsigliati per investimenti di lungo periodo superiori a 3-4 settimane, specialmente in prossimità delle date di rolling.
Come Investire in ETC
Per investire in ETC è necessario rivolgersi a un intermediario autorizzato, come una banca o un broker online. Il processo è analogo all’acquisto di azioni:
- Apertura di un conto trading presso un intermediario autorizzato
- Ricerca dell’ETC desiderato tramite codice ISIN o nome
- Analisi del factsheet e del KID (Key Information Document) per comprendere caratteristiche e rischi
- Verifica del tipo di replica (fisica o sintetica) e dei costi (TER, spread bid-ask)
- Inserimento dell’ordine di acquisto al prezzo di mercato o con limite
Tuttavia, prima di investire è fondamentale verificare il metodo di collateralizzazione, il custode delle materie prime fisiche (per gli ETC physically-backed), e la strategia di rolling adottata (per gli ETC sintetici).
ETC e Strategia di Portafoglio
Gli ETC svolgono un ruolo strategico nella costruzione di un portafoglio diversificato. Le materie prime storicamente presentano bassa correlazione con azioni e obbligazioni, offrendo protezione durante fasi di inflazione elevata o turbolenze sui mercati finanziari.
Inoltre, l’oro e i metalli preziosi vengono tradizionalmente utilizzati come beni rifugio nei momenti di incertezza. Al contrario, le commodity energetiche e agricole rispondono a dinamiche di domanda e offerta globale, offrendo opportunità in specifici contesti macroeconomici.
Pertanto, un’allocazione tipica potrebbe prevedere il 5-15% del portafoglio in commodity attraverso ETC, bilanciando esposizioni a metalli preziosi (funzione protettiva) e ad altre materie prime (funzione di crescita).