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Volatilità

4 min di lettura

Articolo di: Tony Pezzella

📖 Definizione

La Volatilità è un indicatore statistico che misura la variabilità del prezzo o del rendimento di uno strumento finanziario rispetto alla sua media in un determinato periodo di tempo. Maggiori sono le oscillazioni, più ampie e frequenti risultano le variazioni di prezzo.

Cos’è la Volatilità?

Quando parliamo di volatilità, ci riferiamo a uno degli strumenti fondamentali nell’analisi finanziaria per valutare il rischio di un investimento. Questo indicatore ti dice quanto un titolo, un fondo o un indice tende a muoversi nel tempo, fornendo una misura dell’incertezza sui futuri movimenti di prezzo.

In altre parole, questo parametro misura quanto è “nervoso” un asset finanziario. Inoltre, un titolo con oscillazioni ampie può offrire maggiori opportunità di guadagno, ma comporta anche un rischio più elevato di perdite. Per questo motivo, risulta particolarmente utile per costruire portafogli bilanciati e valutare il profilo di rischio-rendimento dei tuoi investimenti.

📐 Formula
σ = √[Σ(Ri – R̄)² / n]

Come Interpretare la Volatilità

Oscillazioni Elevate

Innanzitutto, quando un asset presenta oscillazioni ampie e frequenti, indica che il prezzo subisce movimenti significativi. Ad esempio, un titolo con variazioni annue del 30% può vedere cambiamenti giornalieri rilevanti, offrendo opportunità di trading ma anche maggiori rischi.

Movimenti Contenuti

Al contrario, quando le variazioni sono più stabili e prevedibili, significa che il prezzo si muove in modo controllato. Di conseguenza, un titolo con oscillazioni annue del 10% tende ad avere movimenti più contenuti, risultando più adatto a investitori conservativi.

Misurazione Storica vs Aspettative Future

Tuttavia, è importante distinguere tra due approcci. Da un lato, la misurazione storica viene calcolata sui prezzi passati e mostra quanto l’asset si è effettivamente mosso. Dall’altro, le aspettative implicite sono invece ricavate dai prezzi delle opzioni e riflettono le previsioni del mercato sul futuro.

💡 Esempio Pratico

Confrontiamo due investimenti: Azione Tech con volatilità annua del 35% e Obbligazione Governativa con volatilità annua dell’8%.

Azione Tech:
Volatilità giornaliera: circa 2.2% (35% / 16)
• Movimenti tipici: può salire o scendere del 2-4% in un giorno
• Adatta a: investitori dinamici con orizzonte medio-lungo

Obbligazione Governativa:
Volatilità giornaliera: circa 0.5% (8% / 16)
• Movimenti tipici: oscillazioni contenute entro l’1%
• Adatta a: investitori conservativi o con obiettivi a breve termine

Il VIX: L’Indice della Paura

Tra gli strumenti più utilizzati, il VIX (Volatility Index) rappresenta l’indice più famoso al mondo. Viene calcolato dal Chicago Board Options Exchange (CBOE) e misura le aspettative implicite sull’indice S&P 500 nei successivi 30 giorni, basandosi sui prezzi delle opzioni.

Non a caso, il VIX viene spesso chiamato “indice della paura” perché tende ad aumentare durante i periodi di incertezza e turbolenza dei mercati. Infatti, i valori del VIX forniscono indicazioni chiare:

  • Sotto 20: mercato stabile, basse oscillazioni attese
  • Tra 20 e 30: movimenti moderati, mercato incerto
  • Sopra 30: ampie oscillazioni, paura e stress elevati
  • Sopra 40: turbolenza estrema, panico di mercato

Pertanto, secondo le analisi di Borsa Italiana, questo indicatore risulta fondamentale per comprendere il sentiment degli investitori.

Come Utilizzare Questo Indicatore

Nella pratica, questo parametro risulta fondamentale per diversi scopi:

  • Costruzione del portafoglio: innanzitutto, permette di bilanciare asset con diverse caratteristiche secondo il proprio profilo di rischio
  • Valutazione del rischio: inoltre, consente di stimare quanto può oscillare il valore del tuo investimento
  • Pricing delle opzioni: di conseguenza, maggiori oscillazioni determinano premi delle opzioni più alti
  • Market timing: allo stesso modo, aiuta a identificare periodi di stress o tranquillità del mercato
  • Risk management: infine, permette di calcolare il Value at Risk (VaR) e altre metriche di rischio
ℹ️ Da Sapere

È importante sottolineare che questo indicatore misura solo l’ampiezza delle oscillazioni, non la loro direzione. Infatti, un asset può essere soggetto a forti movimenti sia al rialzo che al ribasso. Inoltre, le variazioni tendono a raggrupparsi nel tempo: pertanto, periodi di ampie oscillazioni sono spesso seguiti da altri periodi turbolenti, fenomeno noto come “volatility clustering”.

⚠️ Attenzione

I dati storici sono calcolati su prezzi passati e non garantiscono il comportamento futuro. Di conseguenza, un titolo tranquillo oggi può diventare molto instabile domani a causa di eventi imprevisti. Tuttavia, va precisato che ampie oscillazioni non significano necessariamente alto rischio se hai un orizzonte temporale adeguato: infatti, nel lungo periodo, le variazioni di prezzo tendono a ridursi.

Livelli Tipici per Settori e Asset Class

Secondo le analisi di mercato, diversi settori e tipologie di investimento presentano caratteristiche distintive in termini di oscillazioni di prezzo:

  • Criptovalute: 50-100% o superiore (altissima instabilità)
  • Tecnologia e Growth: 25-40% (elevata variabilità)
  • Small Cap: 20-35% (variazioni significative)
  • Large Cap tradizionali: 15-25% (movimenti moderati)
  • Utilities e beni di consumo: 10-18% (oscillazioni limitate)
  • Obbligazioni governative: 3-10% (massima stabilità)

Pertanto, come confermato da CONSOB, la scelta dell’asset class appropriata dipende strettamente dal tuo profilo di rischio e orizzonte temporale.

Relazione con Altri Indicatori

Questo parametro è strettamente collegato ad altri concetti finanziari. Innanzitutto, il Beta misura le oscillazioni relative di un titolo rispetto al mercato. Inoltre, la deviazione standard rappresenta lo strumento statistico utilizzato per i calcoli. Infine, lo Sharpe Ratio sfrutta queste misurazioni per valutare il rendimento aggiustato per il rischio.