Revolut PRO vs Carta di Credito Tradizionale
Scopri perché sempre più italiani abbandonano le carte di credito per soluzioni moderne con cashback 1% e zero interessi.
La carta di credito è uno strumento di pagamento che consente di acquistare beni e servizi utilizzando una linea di credito concessa dalla banca, con addebito posticipato rispetto al momento dell’acquisto. A differenza della carta di debito, permette di “comprare oggi e pagare domani”, generalmente entro il 15° giorno del mese successivo.
La carta di credito è fondamentalmente un prestito automatico che la banca ti concede ogni volta che fai un acquisto. Invece di prelevare i soldi subito dal tuo conto, come fa una carta di debito, la banca anticipa il denaro per te e ti chiede di restituirlo entro una data prestabilita (di solito tra il 10 e il 15 del mese successivo).
Sai cos’è? È un po’ come se la banca ti dicesse “Fidati, compra pure, poi vediamo i conti a fine mese”. Il problema è che questa fiducia ha un prezzo, e non sempre è chiaro quanto stai pagando veramente per quella flessibilità.
Quando paghi con carta di credito, la banca ti concede un plafond mensile (tipo 1.500-3.000€) che puoi utilizzare. Tutte le spese del mese vengono raccolte in un estratto conto e ti vengono addebitate in un’unica soluzione entro una data specifica.
Esistono due modalità principali: la carta a saldo (paghi tutto in una volta, senza interessi se rispetti la scadenza) e la carta revolving (puoi dilazionare il pagamento in rate, ma paghi TAEG e interessi che possono arrivare anche al 10-15% annuo).
Le carte di credito, specialmente quelle revolving, applicano tassi d’interesse tra i più alti del mercato finanziario. Secondo Banca d’Italia, il TAEG medio per le carte revolving in Italia può superare il 10% annuo, ben superiore a un normale prestito personale.
Molti confondono le due, ma la differenza è fondamentale:
Questa differenza psicologica cambia completamente il modo in cui spendi. Con la carta di credito sei statisticamente più propenso a spendere di più, perché il “dolore” del pagamento è differito nel tempo.
Immagina di fare acquisti per 800€ il 5 del mese con una carta di credito:
– Carta a saldo: i 800€ vengono addebitati il 15 del mese successivo. Se paghi tutto, zero interessi.
– Carta revolving: puoi scegliere di pagare solo la rata minima (es. 80€/mese). Sembra comodo, ma sui restanti 720€ paghi interessi (TAN 9-15% annuo), quindi quell’acquisto da 800€ ti costerà circa 880-920€ se lo spalmi su 12 mesi.
Capisci perché le banche le spingono così tanto?
Quando valuti una carta di credito, devi guardare due sigle fondamentali:
Il TAEG è quello che conta davvero. Una carta con TAN al 9% può avere un TAEG del 12-15% se sommi tutti i costi nascosti. Secondo le Disposizioni di Trasparenza di Banca d’Italia, gli intermediari sono obbligati a indicare sempre il TAEG nei contratti e nella pubblicità.
La carta di credito può avere senso in questi casi:
Ma nella maggior parte dei casi per le famiglie italiane? Non ha molto senso, se devi pagare interessi per comprare cose che non potresti permetterti cash.
Secondo CONSOB, molte carte di credito offrono servizi aggiuntivi come assicurazioni viaggio, accesso a lounge aeroportuali e cashback. Valuta questi benefit in rapporto al canone annuale: spesso paghi 60-150€/anno per servizi che non userai mai.
Prima di prendere una carta di credito, considera queste alternative:
La carta di credito talvolta può risultare una moda. Molto spesso vieni attratto mentalmente dal bias “Spendi oggi, paga domani” e sei più propenso ad acquistare, quindi devi stare attento. Una delle regole finanziarie d’oro che insegno qui sul blog è questa: compra soltanto se puoi realmente permettertelo.
La carta di credito non è il male in assoluto. Come sempre sono i modi in cui in Italia è utilizzata che rendono questo strumento poco efficiente per molte famiglie italiane. Nella mia esperienza ancora non l’ho mai utilizzata, ma sicuramente in base ai miei studi e approfondimenti ti posso dire che ha senso utilizzarla in un contesto aziendale o in un contesto in cui c’è tanta liquidità che esce ed entra. O meglio ancora, quando ci sono strutture societarie con benefit e possibilità di scaricare i costi collegati alla carta di credito.
In tutti gli altri casi? Pagare un tasso d’interesse anche relativamente basso e spendere di più (perché sì, la carta di credito ti fa spendere di più) non ha assolutamente senso.
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⚠️ Le alternative sopra sono carte di debito, non di credito. Non paghi interessi, non accumuli debiti.
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