← Ritorna agli articoli

RevPoints Revolut: Guida Completa 2026 ai Tassi di Accumulo per Ogni Piano

Approfondimenti, Banche, Carte, Tutorial
9 min di lettura

Articolo di: Tony Pezzella

HOT TOPIC

Punti Chiave – DAC8 e Revolut Crypto 2026

  • Data chiave: 1° gennaio 2026 – entrata in vigore direttiva DAC8
  • Cosa cambia: Revolut e tutte le piattaforme crypto devono comunicare automaticamente le tue transazioni all’Agenzia delle Entrate
  • Impatto immediato: Fine della “zona grigia” fiscale sulle criptovalute – ogni movimento è tracciato
  • Tassazione: Plusvalenze al 33% (era 26%), eliminata franchigia 2.000€
  • Obblighi: Dichiarazione Quadro RW obbligatoria anche per semplice detenzione crypto
  • Primo reporting: Dati 2026 trasmessi entro settembre 2027
  • Sanzioni: Rischio blocco account per utenti non compliant

DAC8 e Revolut Crypto: dal 1° gennaio 2026 l’Agenzia delle Entrate vede TUTTE le tue transazioni

Te lo dico subito come stanno le cose: dal 1° gennaio 2026 è cambiato tutto per chi usa Revolut (o qualsiasi altra piattaforma) per comprare Bitcoin, Ethereum o altre criptovalute. Non è più come prima.

È entrata in vigore la direttiva europea DAC8, che obbliga Revolut e tutti gli exchange crypto a trasmettere automaticamente i dati delle tue transazioni cripto all’Agenzia delle Entrate italiana. Ogni acquisto, ogni vendita, ogni swap tra criptovalute diverse – tutto finisce in un report fiscale che le autorità riceveranno annualmente.

Guarda, non sto qui a farti terrorismo fiscale. Sto solo dicendo che se fino a ieri molti pensavano “tanto le crypto sono anonime, chi me le controlla”, ecco… dal 2026 quella storia è finita. Definitivamente.

Cos’è la DAC8 (in parole semplici)

La DAC8 (Direttiva UE 2023/2226) è l’ottava evoluzione della normativa europea sullo scambio automatico di informazioni fiscali tra Stati membri. Fino al 2025 riguardava principalmente conti bancari, azioni ed ETF. Dal 2026 include anche le cripto-attività.

In pratica funziona così: Revolut (e Binance, Coinbase, Kraken, e qualsiasi altra piattaforma che offre servizi crypto in Europa) deve raccogliere i tuoi dati fiscali – nome, cognome, codice fiscale, residenza – e comunicare annualmente all’Agenzia delle Entrate:

  • Tutti gli acquisti crypto che hai fatto (importo in euro)
  • Tutte le vendite crypto → euro (con relative plusvalenze o minusvalenze)
  • Tutti gli scambi crypto → crypto (esempio: Bitcoin → Ethereum)
  • Trasferimenti da wallet Revolut a wallet esterni
  • Saldi e giacenze medie annuali in criptovalute

Il primo anno di raccolta dati è il 2026. I dati raccolti nel 2026 saranno trasmessi all’Agenzia delle Entrate entro settembre 2027, e poi da lì in avanti ogni anno automaticamente.

ATTENZIONE: La DAC8 vale per TUTTE le piattaforme crypto che operano in Europa, anche se hanno sede fuori UE. Se hai utenti europei, devi conformarti. Revolut è pienamente dentro questo obbligo.

Come funziona con Revolut Crypto nello specifico

Revolut offre servizi crypto tramite Revolut Trading LTD (autorizzata dalla FCA britannica) e opera con licenza bancaria lituana per i clienti europei. Dal 1° gennaio 2026, Revolut è obbligata a:

  1. Identificare fiscalmente ogni utente crypto: quando usi la sezione “Crypto” dell’app Revolut, la piattaforma deve verificare la tua residenza fiscale (Italia) e il tuo codice fiscale.
  2. Tracciare ogni transazione: acquisti, vendite, swap, trasferimenti in/out dal wallet Revolut.
  3. Generare un report fiscale annuale con tutti i dati aggregati delle tue operazioni crypto.
  4. Trasmettere il report all’Agenzia delle Entrate italiana entro le scadenze previste (settembre dell’anno successivo).

Tutto questo avviene automaticamente. Tu non devi fare nulla dal lato Revolut (anzi, se Revolut ti chiede di aggiornare i dati fiscali e non lo fai, rischi il blocco dell’account crypto dopo due solleciti).

Però – e questo è fondamentale – Revolut NON è sostituto d’imposta. Significa che Revolut non paga le tasse per te. Devi dichiararle tu nella dichiarazione dei redditi.

PROMO DEL MESE

Apri Revolut e Ottieni 20€ Gratis

Scopri l’offerta

Cosa devi fare TU dal punto di vista fiscale

Anche se Revolut comunica i dati all’Agenzia delle Entrate, tu sei comunque obbligato a dichiarare le crypto nella tua dichiarazione dei redditi. Ecco come funziona:

1. Quadro RW – Monitoraggio fiscale (SEMPRE obbligatorio)

Se detieni criptovalute su Revolut (o su qualsiasi altro exchange/wallet), devi compilare il Quadro RW nel Modello Redditi Persone Fisiche, anche se non hai venduto nulla durante l’anno.

Il Quadro RW serve per il “monitoraggio fiscale” degli asset detenuti all’estero. Revolut ha sede in Lituania, quindi tecnicamente è un intermediario estero. Nel Quadro RW devi indicare:

  • Codice 21 → Cripto-attività
  • Giacenza al 31 dicembre (valore in euro delle tue crypto a fine anno)
  • Giacenza media annuale (più complicata da calcolare se fai tante operazioni)

Se la giacenza media annua supera 5.000€, devi pagare l’IVAFE (imposta sul valore attività finanziarie estere) pari a 34,20€ annui. È come l’imposta di bollo italiana, ma per conti/asset esteri.

2. Quadro RT – Redditi diversi (se hai plusvalenze)

Se hai venduto criptovalute durante l’anno e hai fatto plusvalenze (profitto), devi dichiararle nel Quadro RT (redditi diversi).

Dal 1° gennaio 2026 le regole sono cambiate:

  • Aliquota: 33% (prima era 26%)
  • Franchigia eliminata: prima c’era una soglia di 2.000€ sotto la quale non pagavi tasse. Dal 2026 questa franchigia è stata eliminata. Anche 1€ di plusvalenza va tassato al 33%.
  • Eccezione stablecoin euro: le operazioni su stablecoin ancorate all’euro (E-money token conformi MiCAR) restano tassate al 26%.

Esempio pratico:
Compri Bitcoin a gennaio 2026 per 1.000€. Lo rivendi a giugno 2026 per 1.500€. Plusvalenza = 500€.
Tasse da pagare: 500€ x 33% = 165€.

ATTENZIONE AL CALCOLO PLUSVALENZE: Anche gli scambi crypto → crypto generano plusvalenze tassabili. Se scambi Bitcoin con Ethereum, tecnicamente hai “realizzato” una vendita fiscale. Devi calcolare il valore di mercato al momento dello swap.

Cosa succede se non dichiari (spoiler: male)

Guarda, ora che l’Agenzia delle Entrate riceve automaticamente i dati da Revolut, è molto più facile per loro incrociare le informazioni e scoprire chi non ha dichiarato le crypto.

Se non dichiari:

  • Sanzioni amministrative: dal 3% al 15% dell’importo non dichiarato (Quadro RW)
  • Sanzioni su tasse non pagate: dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (se hai evaso le plusvalenze)
  • Interessi di mora
  • Nei casi più gravi: accertamenti fiscali retroattivi fino a 5 anni indietro

E attenzione: dal lato Revolut, se non fornisci i dati fiscali richiesti dopo due solleciti, la piattaforma può bloccare il tuo account crypto impedendoti di fare operazioni.

Come prepararti (checklist pratica)

Ecco cosa fare ORA se usi Revolut Crypto (o qualsiasi altra piattaforma):

  1. Verifica i tuoi dati fiscali su Revolut: apri l’app, vai su Profilo → Dati personali → assicurati che residenza fiscale e codice fiscale siano corretti e aggiornati.
  2. Scarica lo storico completo delle transazioni crypto 2024-2025: vai su Crypto → Altro → Documenti → Estratto conto → Genera file Excel/CSV. Conservalo. Ti servirà per calcolare plusvalenze e giacenze medie.
  3. Traccia le operazioni 2026 da subito: usa un foglio Excel o un tool come CryptoBooks, Divly, MoneyViz per tenere traccia automatica di acquisti/vendite/swap. Altrimenti a fine anno è un casino.
  4. Calcola giacenza media e plusvalenze: se hai fatto tante operazioni, la giacenza media è complicata. Meglio affidarsi a un commercialista o un software fiscale specializzato.
  5. Compila Quadro RW e RT nel Modello Redditi 2027 (anno d’imposta 2026): la dichiarazione dei redditi 2026 si fa nel 2027. Usa i dati tracciati durante l’anno.
  6. Consulta un commercialista esperto in crypto: le regole sono nuove e complesse. Un errore nella dichiarazione può costarti caro. Meglio investire 100-200€ in una consulenza che rischiare sanzioni da migliaia di euro.

Vale ancora la pena usare Revolut per le crypto?

Dipende da cosa ci fai. Revolut Crypto è comodo per piccoli acquisti occasionali o per chi vuole “assaggiare” le criptovalute senza aprire conti su exchange dedicati. Ma ha dei limiti:

  • Non puoi trasferire le crypto su wallet esterni (dipende dal piano – alcuni piani permettono prelievi limitati)
  • Spread elevati: Revolut applica uno spread (differenza tra prezzo di acquisto e vendita) che può arrivare fino al 2-3%. Su exchange come Binance o Kraken paghi commissioni molto più basse (0,1-0,5%).
  • Scelta limitata di criptovalute: Revolut offre le principali (Bitcoin, Ethereum, Cardano, Solana, ecc.) ma non le altcoin più esotiche.
  • Non è sostituto d’imposta: devi fare tutto tu lato fiscale.

Se vuoi fare trading crypto serio o HODLare a lungo termine con controllo totale delle tue chiavi private, meglio usare exchange dedicati (Binance, Kraken) + wallet hardware (Ledger, Trezor). Ma ricorda: la DAC8 vale per TUTTI gli exchange europei, non solo Revolut. Quindi il tema fiscale resta identico.

Per approfondire i limiti di Revolut Crypto, leggi Investire in crypto su Revolut? Ecco perché è una trappola (e cosa usare al posto).

PROMO DEL MESE

Apri Revolut e Ottieni 20€ Gratis

Scopri l’offerta

Domande Frequenti su DAC8 e Revolut Crypto

La DAC8 vale solo per Revolut?

No, la DAC8 vale per TUTTE le piattaforme crypto che operano in Europa: Binance, Coinbase, Kraken, Crypto.com, Nexo, YouHodler, e qualsiasi altro exchange o wallet provider custodial. Se ha utenti europei, deve conformarsi.

Se ho crypto su wallet personale (non exchange), devo dichiararle?

Sì. Anche se detieni crypto su wallet personale (Ledger, Metamask, Trust Wallet), devi dichiararle nel Quadro RW. La differenza è che nessuna piattaforma comunicherà automaticamente i dati all’Agenzia delle Entrate (perché non c’è intermediario), ma l’obbligo dichiarativo resta.

Cosa succede se ho comprato crypto prima del 2026?

La DAC8 parte dal 1° gennaio 2026 per la raccolta dati, ma l’obbligo di dichiarare le crypto esisteva già dal 2023 (con la prima normativa italiana sulle cripto-attività). Se hai crypto comprate nel 2023-2024-2025 e non le hai mai dichiarate, sei tecnicamente fuori norma. Consulta un commercialista per regolarizzare la situazione (es. ravvedimento operoso).

Se vendo crypto in perdita, devo comunque dichiararle?

Sì, il Quadro RW è sempre obbligatorio (monitoraggio fiscale). Per quanto riguarda il Quadro RT (plusvalenze), se hai minusvalenze (perdite), le dichiari comunque e puoi usarle per compensare future plusvalenze nei 4 anni successivi.

Revolut bloccherà il mio account se non fornisco i dati fiscali?

Sì, potenzialmente. Secondo la DAC8, se Revolut ti chiede di aggiornare/confermare i dati fiscali (residenza, codice fiscale) e tu non rispondi dopo due solleciti, la piattaforma può bloccare le operazioni crypto sul tuo account fino a quando non fornisci le informazioni richieste.

La tassazione al 33% vale anche per staking e cashback crypto?

Sì. I rewards da staking (es. staking di Ethereum, Cardano, Solana) e i cashback in crypto (es. carte crypto che danno cashback in Bitcoin) sono considerati redditi diversi e tassati al 33% al valore di mercato al momento della ricezione.

Posso usare il 730 per dichiarare le crypto?

No. Le criptovalute si dichiarano nel Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico), non nel 730. Se hai solo redditi da lavoro dipendente e crypto, devi passare al Modello Redditi.

Conclusione: trasparenza fiscale, niente più zone grigie

La DAC8 segna un punto di non ritorno per le criptovalute in Europa. L’idea che le crypto fossero “anonime” o “non tracciabili” dal Fisco è finita. Dal 2026 ogni movimento su Revolut (e su qualsiasi exchange) viene comunicato automaticamente all’Agenzia delle Entrate.

Non sto qui a dirti se è giusto o sbagliato. È semplicemente la realtà normativa con cui dobbiamo fare i conti. Se usi Revolut Crypto o qualsiasi altra piattaforma, il consiglio è:

  • Tieni traccia di tutto
  • Dichiara correttamente
  • Consulta un commercialista esperto

Le sanzioni per mancata dichiarazione possono essere molto salate, e ora che l’Agenzia delle Entrate ha i dati in automatico, è molto più facile per loro fare controlli incrociati.

Se hai dubbi o domande, scrivimi nei commenti. E se l’articolo ti è stato utile, condividilo con chi usa Revolut o altre piattaforme crypto – in tanti non sanno ancora cosa è cambiato dal 1° gennaio 2026.

Nota importante: Le informazioni contenute in questo articolo sono basate su fonti ufficiali aggiornate al 29 gennaio 2026 (Direttiva UE 2023/2226, decreto legislativo italiano n. 194/2025, normativa MiCAR). Per dettagli specifici sulla tua situazione fiscale personale, consulta sempre un commercialista qualificato. Le normative fiscali possono cambiare.

PROMO DEL MESE

Apri Revolut e Ottieni 20€ Gratis

Scopri l’offerta

Devi essere loggato per leggere o inserire commenti. Accedi o Registrati.